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E m b a j a d a   d e   V e n e z u e l a   a n t e   l a   S a n t a   S e d e

De Interés

DENUNCIA DEL PRESIDENTE NICOLÁS MADURO DAVANTI ALLA NAZIONE E ALLA COMUNITA' INTERNAZIONALE SULLE NUOVE AZIONI NEL QUADRO DEL COLPO DI STATO CONTINUATIVO CONTRO LA REPUBBLICA BOLIVARIANA DEL VENEZUELA E L’INGERENZIA DEGLI STATI UNITI D'AMERICA

Il Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, ha denunciato dall'anno 2014 le azioni della destra venezuelana e degli agenti dall'estero per derogare al governo democraticamente costituito nel nostro paese. Le violente aggressioni contro la democrazia venezuelana provengono dei settori dell'ultradestra estrema e violenta, che hanno come obbiettivo minacciare la stabilità del sistema democratico, cercando di imporre la loro agenda al disopra della volontà popolare che continuamente si è ratificata nei diversi comizi degli ultimi 15 anni nel nostro Paese.

 Dal 23 gennaio del 2014, questi gruppi destabilizzanti hanno messo in atto una nuova ressa contro la democrazia venezuelana. Il piano denominato "La Salida" ha fatto una convocazione a manifestazioni apparentemente pacifiche. Comunque, le azioni orchestrate per questi agenti, presto è diventata un'onda di atti violenti smisurati in alcune provincie e municipi del nostro Paese, controllate da autorità contrarie al governo rivoluzionario.

 In questo contesto Leopoldo López, dirigente del Partito Voluntad Popular, ha dichiarato tramite le reti sociali: "Abbiamo visto la necessità di un'uscita (Salida) al disastro, un'uscita (Salida) che va dalla costruzione di una forza popolare che sia azione sulle strade" "Ci vediamo nelle strade di Venezuela" ha precisato e allo stesso tempo manifestato che nel Paese si avvicinava a "La Salida al cambio".

 Questo richiamo fu utilizzato da diversi settori della destra venezuelana che allo stesso tempo mettevano in atto il piano destabilizzante, che ha prodotto alle azioni violente e vandaliche che hanno iniziato il 12 febbraio del 2014. Il risultato tragico di queste azione ha prodotto un totale di 43 morti, centinaia di feriti e danni incalcolabili al patrimonio pubblico.

 Gli avvenimenti violenti realizzati per questi settori dell'opposizione, furono tergiversati da mezzi di comunicazioni nazionali ed internazionali mostrandoli come manifestazioni "pacifiche" che sono state represse da una parte del governo venezuelano, indicando le azioni delle forze dell'ordine che agivano in difesa del popolo e per la pace del Paese, come azioni contro le violazioni dei diritti umani.

 Una volta fallita quella scalata di violenza senza senso, il Presidente Nicolás Maduro ha realizzato un richiamo sincero al dialogo e alla intesa. Insieme alla partecipazione dell'UNASUR è stato realizzato un tavolo di dialogo ove erano convocati anche questi agenti. Comunque, questo sforzo fu disprezzato per l'opposizione venezuelana. Un'altra volta la road map a seguire fu la de continuare con le azioni destabilizzanti. Da quel momento, la situazione è diventata ancora più crudele dando seguito al colpo di stato continuativo nel nostro Paese. I diversi settori dell'opposizione, con il sostegno degli stati Uniti, hanno messo in atto un piano per cercare di rovesciare l'ordine costituzionale e poter far crollare il governo.

In vista del tentativo fallito di creare violenza sulle strade, la borghesia ha iniziato una guerra economica contro il popolo venezuelano, cercando di seminare un ambiente di insoddisfazione nei settori popolari, costringendoli a saccheggiare e a far si che si producesse un’esplosione sociale. In questo modo, tramite l’accaparramento delle merci, la speculazione e il contrabbando, hanno voluto togliere al popolo venezuelano i principali prodotti di base per l'alimentazione e per la sanità. Questa azione, che ancora oggi è messa in atto, è smontata dal Governo Bolivariano, che dedica grandi sforzi per frenare la guerra contro l’economia, che danneggia direttamente il popolo venezuelano.

Nel frattempo, il Governo Bolivariano ha potuto disattivare una nuova azione, questa volta pensata sul fronte militare. Un gruppo di ufficiali dell’aviazione militare pretendeva provocare un attentato contro il Presidente della Repubblica e in alcune sedi delle istituzioni strategiche per lo stato. Il piano golpista fu orchestrato da settori dell’estrema destra venezuelana che hanno offerto soldi e privilegi agli ufficiali che partecipavano alle suddette azioni. Tutto questo è stato grazie al sostegno del Governo degli Stati Uniti.

 In questo piano golpista, dobbiamo mettere alla luce, a sua volta, l’esistenza di un piano per assassinare fisicamente al dirigente dell'opposizione Leopoldo López, per poter generare un maggiore caos che renderebbe più facile la caduta definitiva del governo. Inoltre, questa settimana diversi dirigenti dell'opposizione hanno aderito ad un documento per la "transizione", dove avrebbero partecipato leader dell'opposizione politica dell’estrema destra venezuelana, come Maria Corina Machado, Julio Borges, Antonio Ledezma, tra di loro si conformerebbe l'eventuale Giunta di Governo.

 In ogni caso, questo colpo si Stato aveva come obiettivo l'assassinio di alti funzionari del Governo Bolivariano, come il Presidente Nicolás Maduro, Diosdado Cabello, Tibisay Lucena, Jorge Rodríguez e Tareck El Aissami.

 Inoltre, è necessario informare che questo smantellamento del colpo di Stato ha prodotto fino ad oggi, la privazione di libertà di 10 ufficiali, mentre sono latitanti –all’estero - altri 3 militari.

 In ogni modo abbiamo ritrovato elementi elettronici come: computer, spade, uniformi militari, tablet, vestiti usati per girare il video, fotografie di un sindaco dell'opposizione (Antonio Ledezma) e un documento per la "transizione" ritrovato nella sede di un quotidiano di circolazione nazionale. Comunque, i detenuti hanno confessato che la pubblicità sul giornale era il segnale per dare l'inizio all'azione del piano.

 In questo contesto, diverse dichiarazioni realizzate dai portavoci dell'opposizione contro il Governo venezuelano, che evidenziano la loro posizione verso un cambio di governo, al di fuori della normativa costituzionale vigente, includendo richiami alla Forza Armata Nazionale Bolivariana per alterare il filo costituzionale nel nostro Paese; inoltre, come è stato indicato tramite un comunicato stampa realizzato da un’organizzazione di venezuelani negli USA in cui chiedono espressamente di: "liberarci dell'oppressione della mafia totalitaria che esercita il potere e ha condotto il Venezuela alla rovina"; oppure come si evidenza nelle dichiarazioni del presidente di un mezzo di comunicazione apparsa lo stesso giorno dove apparentemente dovrebbero accadere i fatti dell’attentato golpista: "In Venezuela ci saranno i quesiti elettorali nel 2018, ma la situazione è catastrofica, lo scontento è talmente grande in tutti i settori, perfino dentro lo stesso chavismoe le Forze Armate, fatto che può scatenare il peggio".

Tutti questi elementi, sono una chiara evidenza del piano continuativo da parte dei settori destabilizzanti in Venezuela, cha hanno come obbiettivo principale minacciare l'ordine costituzionale nel nostro Paese.

Insieme a questa situazione che hanno creato questi gruppi della desta nel nostro Paese, osserviamo una chiara partecipazione o ingerenza da parte del Governo degli Stati Uniti. I suoi principali rappresentanti governativi, si sono dedicati a emettere giudizi sproporzionati ed errati verso il ruolo e l'azione del Presidente Nicolás Maduro Moros, con l'intenzione di creare una matrice di opinione internazionale, per giustificare un colpo di Stato, oppure l'invasione estera per impiantare la rinominata "transizione pacifica" verso la democrazia .

Il Colpo di Stato continuativo fu pensato per essere svolto per tappe, tra fattori nazionali ed internazionali, interessati "all'uscita" (La Salida) del Presidente Maduro, e cioè del Governo Rivoluzionario.

Il Governo degli USA, esercitando la sua quotidiana pretesa egemonica, continua a non rispettare sistematicamente il suo obbligo alla non ingerenza nelle questioni interne del Venezuela, sviluppando una serie d'azioni di carattere dichiarativo e legislativo, tutto ciò, con l’obbiettivo di sminuire e danneggiare il Governo Bolivariano del Presidente Nicolás Maduro Moros e altrettanto le istituzioni democratiche venezuelane; l'obiettivo finale è la reversione del sistema democratico partecipativo e protagonista costituzionalmente vigente.

Infatti, il Governo degli USA, tramite dichiarazioni ufficiali, viene mantenendo dal 2014 un’azione per sminuire e squalificare pubblicamente le politiche sviluppate dallo Stato venezuelano per far fronte alle diverse situazioni di crisi promosse dal settore dell'estrema destra venezuelana.

Questo possiamo verificarlo quando, il Segretario di Stato, John Kerry [21.05.2014], tergiversa situazioni ripetute di violenze accadute in Venezuela, ritenendole come manifestazioni pacifiche, insistentemente menziona la falsa violazione dei diritti politici nel nostro Paese e anche chiede la liberazione delle persone che hanno promosso gli atti criminali e vandalici, giustificando che "(loro) tentavano di esercitare il loro diritto democratico di esprimere la loro dissidenza".

In ogni modo, il Vicepresidente statunitense, Joe Biden, durante il suo viaggio in Brasile [16.6.2014], ha evidenziato spudoratamente che il Governo degli USA considerava che esisteva un indebolimento delle istituzioni democratiche venezuelane, e cioè, una mancanza di democrazia assieme ad una mancanza delle garanzie dei diritti umani.

Il 30 luglio del 2014 il Dipartimento di Stato impose la restrizione per l'emissione dei visti ai funzionari venezuelani, sotto il pretesto dell'apparente esistenza di un'intimidazione giudiziaria della dissidenza politica venezuelana, così come di un uso eccesivo della forza per il controllo delle situazioni di violenza ripetute che stavano appena accadendo per quella data. Queste avevano luogo in modo isolato in ambienti urbani, e che loro ritenevano proteste pacifiche, avendo come scopo tale restrizione per garantire che i violatori dei diritti umani si dichiarassero i responsabili.

Il Dipartimento di Stato, attraverso la sua portavoce, Jen Psaki, ha presentato diverse e reiterate dichiarazioni che fungono per sostenere le falsi matrici di opinione pubblica sulla situazione economica nel nostro Paese, così come ha costruito una linea di opinione che segnala la presunta criminalizzazione della dissidenza politica venezuelana, ovviando i fatti illegali e vandalici che i leader politici della estrema destra venezuelana hanno promosso diretta e pubblicamente, quest’ultima è stata la vera ragione dei processi giudiziali.

In questo senso, l Governo degli USA non ha sprecato le opportunità per questionare l’integrità del sistema giudiziario venezolano, e in particolare quando si riferisce al processo giudiziario del cittadino Leopoldo López.  

E’ anche importante segnalare che, il Governo statunitense nella sua Strategia di Sicurezza Nazionale per il 2015, mantiene la linea di opinione pubblica tergiversata sulla violazione dei diritti umani in Venezuela, la criminalizzazione della dissidenza politica e la proibizione della libertà di espressione, che ha come aggravamento quello di stabilire come linea di azione e continuare a sostenere l’opposizione politica venezuelana per il cambiamento del regime costituzionale democratico, partecipativo e protagonista e in Venezuela.

D’altra parte, è necessario fare riferimento alla nefasta “Legge per la Difesa dei Diritti Umani e la Società Civile in Venezuela”, sanzionata dal Congresso statunitense e messa in vigore dal Presidente Barack Obama a dicembre 2014; poiché tale “legge”, di imminente carattere intervenzionista, si basa sulla convinzione del Governo Bolivariano del Venezuela viola i diritti umani quando fa osservare la legge e quando mantiene la pace e la sicurezza di tutti i venezuelani, perfino quando ciò significhi impedire che i gruppetti violenti finanziati dall’estrema destra politica venezuelana commettano azioni vandaliche e illegali.

Durante le loro negoziazioni parlamentarie, il Governo degli USA ha manifestato dinanzi al Congresso che attraverso delle sanzioni stabilite in questa “legge”, sarebbero stati favoriti le intenzioni dell’opposizione politica venezuelana.

E’ necessario menzionare che questa legislazione statunitense stabilisce delle sanzioni di tipo unilaterale non autorizzate dal diritto internazionale contro gli interessi della Nazione venezuelana, fatto che, secondo la dottrina internazionale contemporanea, sostentata nella recente giurisprudenza della Corte Internazionale di Giustizia e nella pratica degli organi del sistema delle Nazioni Unite, è una violazione del principio fondamentale della non ingerenza negli affari interni di un altro Stato, consacrato come obbligo universale nel diritto internazionale che rege le relazioni internazionali tra gli Stati, al fine di garantire la pace e la sicurezza internazionali.

In aggiunta, è importante segnalare che la citata legge ha come scopo quello di coartare il Governo Bolivariano del Venezuela, attraverso l’ “attacco selettivo” agli interessi patrimoniali dei cittadini venezuelani segnalati sommaria e segretamente dal Dipartimento di Stato (organo del Potere Esecutivo), per applicare sanzioni confiscatrici e in violazione dei diritti fondamentali riconosciuti nel mondo civilizzato.

Questa azione d’ingerenza del Governo statunitense è stata riconosciuta e condannata fermamente dagli Stati della Regione, evidenziando i ripetuti appelli al Governo USA affinché rispetti l’impegno che ha con gli Stati dell’America Latina e dei Caraibi, di no intervenire diretta o indirettamente negli affari interni di qualsiasi Stato e di osservare i principi della sovranità nazionale, l’uguaglianza dei diritti e la libera determinazione dei popoli (CELAC) e, di astenersi d’imporre sanzioni unilaterali che vulnerano il principio della non ingerenza negli affari interni di altri Stati (UNASUR e MERCOSUR).

Tuttavia, il Governo statunitense ha ignorato questo appello all’osservanza delle norme di diritto internazionale, e ha ribadito e ampliato le misure sanzionatrici contro funzionari del Governo venezuelano, le quali sono state rifiutate nuovamente dagli organismi regionali prima segnalati, e si è pronunciata altresì la comunità internazionale attraverso il MNOAL, che ha fatto pressione “per derogare tali misure coercitive illegali che colpiscono lo spirito del dialogo e dell’intesa politica tra il Venezuela e gli USA”.

Alla luce di ciò che è stato detto in precedenza, il Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela sollecita che la comunità internazionale rifiuti energicamente l’ingerenza sistematica e continuativa che mantiene il Governo degli USA nei nostri affari politici interni, poiché facendo ciò attenta contro i valori fondamentali della convivenza pacifica tra gli Stati, e contravviene il diritto internazionale universale stabilito nella Carta delle Nazioni Unite.

NORMATIVA INTERNAZIONALE SULLA NON INGERENZA NEGLI AFFARI INTERNI DEGLI STATI, VULNERATA DAL GOVERNO DEGLI USA. 

  • Il comma 7 dell’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite, dispone chiaramente come principio fondamentale che regola l’azionare, sia dell’Organizzazione sia dei suoi Paesi membri, l’obbligo di non intervenire nelle questioni che appartengono essenzialmente alla competenza interna di uno Stato.
  • Questo principio, è pienamente sviluppato nella “Dichiarazione sui Principi di Diritto Internazionale relativi ai Rapporti di Amicizia e alla Cooperazione tra gli Stati in Conformità con la Carta delle Nazioni Unite” (Risoluzione della Assemblea Generale dell’ONU N° 2625 (XXV) del 24 ottobre 1970), in cui si prevede quanto segue: 

 

    • “Nessun Stato o gruppo di Stati ha il diritto di intervenire diretta o indirettamente, qualunque fosse il motivo, nelle questioni interne o esterne di qualsiasi altro Stato. Pertanto, non soltanto l’intervento armato, ma anche qualsiasi altra forma di ingerenza o di minaccia di attentato contro la personalità dello Stato, o contro gli elementi politici, economici e culturali che lo costituiscono, sono violazioni del Diritto Internazionale”.
  • Allo stesso modo, l’articolo 3 (e) della Carta dell’Organizzazione degli Stati Americani stabilisce come un principio di obbligatoria osservanza per tutti i membri dell’organizzazione “l’obbligo di non intervenire nelle questioni di un altro Stato” e l’articolo 19 della suddetta Carta, stabilisce espressamente che:“Nessun Stato o gruppo di Stati ha il diritto di intervenire, diretta o indirettamente, e qualunque fosse il motivo, nelle questioni interne o esterne di un altro Stato. Il principio citato esclude non soltanto la forza armata, ma anche qualsiasi altra forma di ingerenza o di tendenza che attenti contro la personalità dello Stato, o contro gli elementi politici, economici e culturali che lo costituiscono”.La codificazione normativa di questo principio lo rende indubbiamente obbligatorio per tutti i Paesi della regione, al fine di mantenere una buona relazione che garantisca la pace e la sicurezza internazionali.  

 

  • Ancora un'altra manifestazione che questo principio universale costituisce un costume emisferico, praticato con piena obbligatorietà per tutti i Paesi della regione americana, può essere evidenziata nel paragrafo 23 della Dichiarazione di Caracas del 2 e 3 dicembre 2011, emanata dal Vertice della Comunità di Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC), in cui questo meccanismo politico e integrazionista, che è quello di maggior rappresentanza americana, ha riconosciuto come alcuni dei suoi valori e principi guida, il rispetto alla sovranità; il rispetto all’integrità territoriale e; quello della non ingerenza nelle questioni interne di ogni Paese.
  • Una volta affermata questa posizione sui principi nella Dichiarazione Speciale sulla Democrazia e l’Ordine Costituzionale nella Comunità degli Stati Latinoamericani e caraibici (CELAC) del 3 dicembre 2011, in cui è stato espresso quanto segue:

 

“Ratifichiamo la vigenza dello Stato di Diritto, il rispetto delle autorità legittimamente costituite come espressione della volontà sovrana dei popoli, la non ingerenza nelle questioni interne, e della difesa delle istituzioni democratiche costituiscono garanzie indispensabili per garantire la pace, la stabilità e la prosperità economica e la giustizia sociale…” 

  • Allo stesso modo, nell’ambito regionale, l’Unione delle Nazioni Sudamericane (UNASUR) ha riaffermato in diverse occasioni la convinzione dei suoi Stati membri riguardo l’obbligatorietà per tutta la comunità internazionale del principio della non ingerenza, il rispetto incondizionato della sovranità degli Stati, e della non ingerenza nelle questioni interne. Tutto ciò al fine di mantenere la sicurezza regionale e la pace internazionale.
  • Nella Decisione per la Conformazione del Consiglio della Difesa Sudamericana dell’UNASUR, del 16 dicembre 2008, l’Unione ha disposto enfaticamente nel suo articolo 3, come principi guida per la difesa sudamericana:

“(a) (E) rispetto incondizionato alla sovranità, integrità e inviolabilità territoriale degli Stati, la non ingerenza nelle questioni interne e l’autodeterminazione dei popoli.

(e) (La) salvaguarda della piena vigenza del Diritto Internazionale, insieme ai principi e norme della Carta delle Nazioni Unite, La Carta dell’Organizzazione degli Stati Americani e il Trattato Costitutivo dell’UNASUR.

(m) Riaffermare la convivenza pacifica dei popoli, la vigenza dei sistemi democratici di governo e la loro protezione, in materia di difesa, dinanzi alle minacce o alle azioni esterne o interne, nel quadro delle normative nazionali…” 

La Dichiarazione Congiunta della Sessione Straordinaria del Consiglio di Capi di Stato dell’Unione delle Nazioni Sudamericane, del 28 agosto 2009, ha ribadito che “il rispetto incondizionato alla sovranità, all’integrità e alla inviolabilità territoriale degli Stati, la non ingerenza nelle questioni interne e l’autodeterminazione dei popoli sono essenziali per poter consolidare l’integrazione regionale”, e, in questo ordine de idee ha espresso la “disposizione di consolidare in Sudamerica una zona di pace, fondamento per lo sviluppo integrale dei nostri popoli, e la preservazione delle risorse naturali, attraverso la soluzione pacifica delle controversie e l’astenersi dal ricorrere alla minaccia o all’uso della forza”.

L’attentato del 12 e 13 febbraio. Procedura preparatoria gennaio-febbraio 2015

Introduzione: 

Il governo degli USA sta dietro ai piani destabilizzanti e di colpo di Stato contro il Venezuela.   Lavorano al di fuori per creare le condizioni con delle voci molto attive provenienti sia dal governo di quel Paese sia dal Potere Legislativo. Insieme a loro ci sono i mezzi di comunicazione ed altri attori che mantengono un attivismo contro il nostro Paese. 

Basta revisionare (in allegato) tutte le dichiarazioni e provocazioni di questi settori. 

Ci sono anche i mezzi di comunicazione che agiscono come un sistema integrato. Alcuni di loro innescano le matrici; altri, le disseminano per tutto il mondo e in ogni Paese. 

Ma, questa aggressione si sviluppa non soltanto attraverso le dichiarazioni e le intossicazioni mediatiche, come quella creata contro il Presidente dell’Assemblea Nazionale, il Deputato Diosdado Cabello, e innescata dal quotidiano spagnolo ABC, tramite la piuma del loro corrispondente a Washington, Emili J. Balsco. Il suddetto attacco non è gratuito. Questa aggressione ha lo scopo di confondere il popolo venezuelano e i nostri militari. 

Questa confusione è parte del piano, che colpisce l’Opinione Pubblica e ammorbidisce le coscienze degli attori politici di tutto il mondo, rendendo più facile la strada per le azioni concrete. 

Le autorità venezuelane hanno denunciato di recente in modo permanente ed enfatico questi piani del colpo di Stato continuativo tramite l’attivazione per tappe. In questo momento, il 12 febbraio rende pubblica la disattivazione di un nuovo piano golpista, le cui caratteristiche fanno sì che il Presidente della Repubblica, Nicolás Maduro Moros, lo ritenga un “Attentato golpista”, perché un piano che metteva insieme diversi elementi, dalla violenza di strada fino all’azione terrorista dei bombardamenti su diversi obiettivi nella città di Caracas e l’apparente pronunciamento dei settori militari attraverso una registrazione precedentemente realizzata. 

Le autorità dello Stato venezuelano possiedono delle prove di questo piano, degli attori politici e militari venezuelani che vi partecipano e dei rapporti di alcuni di questi con funzionari dell’Ambasciata degli USA in Venezuela. 

Il racconto del piano svelato: 

I giorni 11 e 12 febbraio è stato sventato un ATTENTATO GOLPISTA CONTRO LA DEMOCRAZIA, CONTRO LA STABILITA’ DELLA NOSTRA PATRIA. 

Si tratta di un tentativo di utilizzare un gruppo di ufficiali dell’Aviazione militare per provocare un fatto violetto, un attentato, un attacco. 

E’ una conseguenza del colpo di Stato azzurro, così chiamato, per il golpe azzurro di un anno fa, a marzo. 

Grazie all’intervento congiunto degli ufficiali giovani della Patria, della gioventù dei quartieri popolari, i “barrios”, delle forze di intelligence, contro intelligence e di sicurezza si è potuto seguire questo attentato golpista e di conseguenza smantellarlo per intero in tempo. 

Abbiamo fatto arresti molto importanti, in serata e nella notte, e oggi sono detenuti i congiurati, le indagini proseguono, stiamo smantellando il resto dei partecipanti a questo tentativo di attentato golpista contro il popolo, contro la democrazia, perché il nostro popolo vuole la pace. 

Non può arrivare all’improvviso un gruppo di estrema destra per utilizzare, comprare, e costringere questo piccolo gruppo, (alcuni di loro erano stati impegnati l’anno scorso)a parteciparvi. 

E quindi, abbiamo permesso che se ne andasse a casa a uno di questi ufficiali che era coinvolto nell’indagine, e che aveva confessato sui fatti l’anno scorso; tuttavia ha continuato a cospirare.   Dall’anno scorso, settori politici della estrema destra l’hanno cercato, e questo anno lo hanno reso attivo pagandogli una somma importante. Gli hanno assegnato una missione, o diverse missioni, gli hanno dato il visto statunitense con una data che ci fa insospettire: 3 febbraio.

L’Ambasciata Statunitense gli ha detto che se questo piano fosse fallito, che avrebbe ottenuto il visto e in questo modo, sarebbe potuto entrare da qualsiasi delle nostre frontiere. 

Così è successo un anno fa a marzo, con questo generale dell’Aviazione di cognome Hernández, alias 2L’Orso”, il quale diede loro l’informazione di ciò che stava facendo, aveva ricevuto l’ordine da importanti politici, questo compare nel giudizio, uno di questi era un deputato di un partito di destra fascista. Inoltre, un anno fa ha ricevuto il piano delle operazioni, il denaro e diventò disperato perché non aveva nessuno, perché le Forse Armate sono unite moralmente, eticamente e istituzionalmente. Ed è impegnata con la loro Patria. 

E appena ha detto ciò a un ufficiale a lui molto vicino, l’ufficiale senza aspettare neanche due secondi ha cercato di comunicare con il Presidente Maduro. Egli ha detto: “Comandante in Capo, devo informarLa che il Generale Hernández mi ha detto, questo e quello…” Sono state avviate le indagini, si è verificato tutto e tutte le persone coinvolte sono state catturate. 

E’ un gruppo finanziato da Miami, soltanto due di loro sono scappati la volta scorsa. Entrambi sono cercati in tutto il mondo e stanno cospirando fuori dal Paese. 

Abbiamo permesso che questo ufficiale se ne andasse a casa sua perché, io stesso gli ho detto, e l’almirante capo, che era il Ministro della Difesa anche: “che se ne vada a casa, non mi pento di essere magnanimo”. Ciò che credo è che ha tradito di nuovo il voto di fiducia che gli è stato concesso, e ha rigirato le spalle contro la sua Patria. Dunque, ha avuto il suo visto, e anche tutta la sicurezza, ha cercato altri tre o quattro ufficiali. 

L’ordine che avevano in questa opportunità, era quella di registrare un video di quel generale golpista che era in arresto e sotto accusa, nessuno l’ha difeso, l’hanno lasciato da solo, nessuno lo difende. 

L’idea era quella della strategia tracciata da Washington, era quella di usare un video, registrato dal carcere dove è questo generale golpista, che tra l’altro è convitto e confesso. Quel generale ha confessato tutto ciò che stava facendo, chi l’ha finanziato, quali politici sono andati alla riunione a cui egli è andato all’est di Caracas. Questi fatti sono stati dichiarati in giudizio, egli gli ha dichiarati; questo generale golpista ha dichiarato chi gli ha dato i soldi, chi cha tracciato su una mappa gli obiettivi da bombardare. 

Dunque, in questa opportunità, l’effetto di coda, per quelli che rimanevano in questo gruppo, alcuni di loro hanno avuto un tratto speciale, benevolo, era quello d registrare un video a questo generale che sarebbe stato utilizzato questo 12 febbraio. 

Nelle attività di commemorazione della Battaglia della “Victoria”, farebbero decollare un aereo di artiglieria, marchio Tucano, per attaccare il Palazzo di Miraflores, o il luogo dove il Presidente Maduro avrebbe partecipato in occasione di tali manifestazioni, e poi attaccare altri obiettivi, così detti tattici, già tracciati in precedenza. Telesur era uno di questi luoghi, il Ministero della Difesa, il Ministero degli Interni, la Direzione di Intelligence Militare, il Sebin in Plaza Venezuela, la Procura Generale della Repubblica nel quartiere La Candelaria, Ministero degli Affari Esteri, ecc.

Il modus operandi e l’ordine scattava nel momento in cui sarebbe stato pubblicato quello che è, o secondo loro, quello che doveva essere, il programma di governo sul governo di transizione che loro hanno già definito come un governo di transizione, ovvero, al puro e nuovo stile di quello di Pedro Carmona Estanga. Tutto ciò è stato trovato nei documenti di questi ufficiali che sono tutti arrestati; e stiamo anche cercando il resto di loro.

Il tutto è stato trovato lì e non appena loro sono stati catturati, hanno cominciato a dichiarare tutti i fatti per filo e per segno, e molti di loro hanno mostrato rimorso per le parole pronunciate.

Il segnale era, la pubblicazione di un documento su un quotidiano di tiratura nazionale, facendo un appello alla transizione.

Quello è stato il programma che abbiamo trovato: nei documenti reperiti nei blitz realizzati dalla Procura e con la collaborazione dei giudici, abbiamo trovato tutto: il programma, i presunti eventi, i decreti, il governo di transizione.

Il piano sarebbe stato scattato dopo la pubblicazione di questo manifesto, eccolo lì il manifesto, tutto è sotto indagine, e compariva l’aereo Tucano in volo, facendo gli attacchi riferiti e creando scandalo.

E poi, le azioni violente delle guarimbas (squadre di oppositori destabilizzanti) nel Paese, cercavano anche un elemento innescante, il piano sarebbe stato innescato dopo la pubblicazione del manifesto. L’aereo era pronto e oggi 12 febbraio stavano cercando di provocare delle morti a Caracas e alcune in provincia; durante alcune manifestazioni dell’opposizione della destra.

In primo luogo, le manifestazioni della destra, non sono praticamente esistite perché si trovano in una situazione molto, ma molto grave di divisione e mancanza di convocazione.

Intendevano prendere un luogo molto collegato simbolicamente con il Presidente Nicolás Maduro, la chiesa San Pedro, perché lì egli è stato battezzato, cresciuto, e in quel settore abitano ancora alcuni dei suoi parenti stretti. Intendevano provocare lì delle rivolte, eseguire uno show internazionale trasmesso a reti unificate dal canale CNN e tutto il sistema di mass media perfettamente uniti contro il Venezuela. Uno show internazionale per in questo modo cercare di causare delle morti; e in mezzo a quello scandalo, tutto un copione, dove compariva l’attacco aereo e avere così quello che loro chiamano nei suoi documenti la crisi perfetta, la tormenta perfetta, che avevano cercato dall’inizio dell’anno.

E’ stato smantellato questo attentato golpista che intendeva convertirsi in un colpo di stato, e lo stiamo ancora smantellando.

Quindi, questo ufficiale ha avuto il compito di contattare gli altri e gli è stato detto che egli era l’incaricato di registrare il video là dove era arrestato.

Sintesi del tentativo di attentato golpista di questo 12 febbraio e azioni di Stato:

  1. Convocazione a uscire per le strade con intenzioni violente in modo da presentarlo come una risposta alla presunta repressione, con delle morti causate da loro stessi.
  2. Un aereo di artiglieria che attacca. In questo caso si tratta di aerei marchio Tucano. Questo è un dato molto importante, che genera un allerta addizionale. Gli aerei Tucano venezuelani sono attualmente in riparazione grave, e tutti i pilota sanno che non possono volare. Dunque, non sarebbe stato utilizzato un aereo Tucano venezuelano per l’attacco. Era invece un Tucano che avrebbe portato dall‘estero con le nostre sigle. Abbiamo già testimonianze a riguardo. Sono già stati informati i governi dei Paesi vicini al Venezuela.
  3. Un video che riprende questo Generale golpista.
  4. Tale video viene trasmesso dalla CNN, dalla BBC, dalla Reuters, da AP e fa colpo in tutto il mondo, e comunica che Maduro è stato derogato dalle proprie Forze Armate, dai propri compagni. Quello è quanto stanno organizzando:
  5. Continuano a cercare traditori, ci sono prove contundenti. L’idea è che qualche personalità esca fuori e dica: sono Bolivariano, sì Maduro, hai tradito Chávez. Stanno cercando un traditore che dica quello.
  6. Siccome non hanno potuto registrare il video con il Generale golpista, hanno quindi registrato un video con degli incappucciati per trasmetterlo al momento giusto e così dire al mondo, le Forze Armate si sono rivolte contro Maduro.
  7. Ma, con tutte le misure di sicurezza che sono state prese è stato impossibile la registrazione del video, e quindi questi hanno velocizzato le azioni. Hanno cercato un piccolo appartamento a Maracay, ci hanno portato degli uniformi militari e dei passamontagna e due ufficiali oltre a due persone in borghese. Queste ultime sono state travestite da militari, e hanno indossato i passamontagna e hanno registrato un video di 8 minuti 42 secondi. Questo è stato scoperto e svelato da un ufficiale patriota.
  8. Il video è stato dopo trasmesso, sono state arrestate la persona che l’ha registrato, e quelli che l’hanno manipolato per portarlo qua e là.
  9. Se l’avessero fatto, l’avrebbero divulgato mille volte fino a confondere la gente in tutto il mondo e anche la gente di qui. Guardate le divise dell’Esercito, dell’Armata, dell’Aviazione e della Guardia Nazionale Bolivariana. Non hanno invece trovato quella delle Milizie, hanno indossato cappucci e hanno mandato in onda tutto ciò.

La consecuzione del Piano originale, la catena dei fatti:

Fatto 1: Colpo di Stato economico, imboscata;

Fatto2: Colpo di stato sociale, imboscata, saccheggi. La stampa internazionale agendo come portavoce e così obbligare al Presidente a ritornare della suo viaggio, in mezzo ai saccheggi e grandi manifestazioni, con Capriles alla guida delle mobilitazioni di massa.

Fatto 3: Colpo di Stato politico, cercare di trovare un traditore oppure un gruppo di traditori.

Fatto 4: L'azione Militare, il tentato colpo di stato, azioni violente con deceduti, tramite i video per confondere a militari, al popolo e al mondo, questi senz'altro contro immagine della Rivoluzione a livello simbolico e contro il presidente Maduro come lider del processo popolare rivoluzionario. Questi fatti sarebbero stati messi in azione, nel caso in cui no raggiungessero gli obbiettivi posti prima. No hanno raggiunto i saccheggi, nemmeno hanno raggiunto grandi mobilitazioni di massa importanti; all'incontrario sono state le forze popolari rivoluzionarie che fin dall'inizio si sono attivate in difesa della rivoluzione. Dunque, tramite azioni sanguinarie cercavano di originare un colpo di Stato.

Gli implicati: 

Politici: Julio Borges, Antonio Ledezma, María Corina Machado, Pedro Mario Burelli, Ricardo Koesling, Patricia Poleo. 

Militari: General Osvaldo Hernández, Capitán Héctor Noguera Figueroa, Coronel José Suárez Rómulo, G/D Maximiliano Hernández Vásquez, Mayor César Pérez Carrero, Primer Teniente Wilfredo Castillo, P/T Henry Salazar, P/T Miguel Salazar Molina, P/T Carlos Esqueda Martínez, P/T Jafred Tejeda, P/T Ricardo Antich Zapata (contatto con l'Ambasciata degli USA), P/T Peter Moreno Guevara, P/T Luis Lugo, Sargento Mayor Jesús Osuna, P/T Eduardo Marchena (che si trova in Panamá).